La Sardegna è terra che custodisce gelosamente le meraviglie della sua storia millenaria.

Ovunque, nelle valli solitarie e nei promontori profumati dalla macchia mediterranea, si incontrano i resti pieni di fascino dell’antica civiltà nuragica, risalente a più di quattromila anni fa.
I nuraghi, circa settemila in tutta l’isola, segnano il territorio con le loro vestigia ancora oggi in parte avvolte dal mistero: costruzioni militari, monumenti funerari, luoghi di culto o spazi abitativi?
Ed ancora accanto ai monumenti megalitici ed ai famosi bronzetti raffiguranti guerrieri o “principi nuragici”, è possibile ammirare tutti i tesori lasciati dalle successive dominazioni: le strade e i teatri edificati dai Fenici e dai Romani, le chiese e i palazzi medievali eretti dai Pisani e dai Genovesi fino a giungere alle torri spagnole, che ancora oggi stanno a guardia del mare sulle splendide spiagge dell’isola.
E' a vostra disposizione una lista dei principali musei della Sardegna, qualora desideriate visitarli .
L’avvicendarsi, nel corso dei secoli, di culture così varie e diverse tra loro ha reso il panorama della tradizione popolare e del folclore sardo estremamente ricco ed affascinante.
In qualsiasi momento dell’anno ci si rechi in Sardegna si avrà l’occasione di assistere a feste popolari che accompagnano i ritmi lenti del ciclo produttivo agro-pastorale e che, mescolando sacro e profano, celebrano riti antichi per chiedere al cielo messi e raccolti abbondanti.
Queste feste costituiscono anche l’occasione per riproporre canti e danze secondo le usanze del passato e per sfoggiare i costumi e i gioielli della tradizione, tanto sobri quelli degli uomini quanto ricchi e sfarzosi quelli delle donne, spesso tramandati di madre in figlia.
La nostra redazione mette a vostra disposizione il calendario delle principali manifestazioni e sagre che si svolgono nell’isola durante tutto l’anno.
Così come le usanze popolari, anche la cucina sarda risente delle influenze e delle abitudini dei popoli colonizzatori e mostra due volti opposti ma ugualmente stuzzicanti: quello della terra e quello del mare.
Il primo, il più antico, è costituito da carni arrostite, pane, latticini, miele, dolci, salumi e verdure; una cucina, insomma, di pastori e contadini, aromatizzata con erbe mediterranee e intrisa di sapori decisi ma non piccanti.
Dall’altra, la cucina di mare con le sue zuppe di pesce, la bottarga (considerata il caviale di Sardegna), l’aragosta, il tonno, il pescespada, la burrida e i saporiti arrosti di muggini e sardine.
Queste ed altre innumerevoli specialità, si potranno incontrare in piccole trattorie di paese, in ristoranti alla moda, nelle proposte delle aziende agricole, nelle sagre popolari e nelle botteghe specializzate.
Ogni piatto sarà sapientemente accompagnato dalla scelta del vino più adatto, sia esso imbottigliato o prodotto nelle piccole vigne di casa.
La varietà dei vitigni sardi è infatti tra le più ricche di Italia e comprende la Vernaccia, il Vermentino, la Monica, il Cannonau, il Carignano, il Nuragus, il Semidano, il Nasco, il Moscato e la Malvasia.
Tra i liquori sardi il più diffuso è quello ricavato dai profumati fiori del mirto; distillate secondo un metodo probabilmente di origine araba sono le grappe di malvasia come la famosa “Filu ‘e Ferru”, il cui nome ricorda i lontani tempi in cui era bevanda proibita e si usava un filo di ferro per contrassegnare il luogo in cui veniva nascosta.
Altri tesori che la Sardegna generosamente offre sono i prodotti dell’artigianato, bellissimi oggetti per l’arredo e il decoro che uomini e donne hanno ancora la pazienza di creare con mani sapienti.
La tradizione orafa è vivacissima in parecchi centri dell’isola dove tuttora vengono incisi a bulino e pazientemente battuti a martello gioielli come i bottoni, “sus buttones”, e le spille, le “isprugadentes”, che ornano i costumi tradizionali.
La lavorazione dei coltelli risale ad epoche antichissime, ma ancora oggi gli artigiani custodiscono e tramandano il loro sapere e la loro abilità nel temprare e forgiare le lame e modellare il manico in corno di montone o in legno.
I preziosi tappeti e gli arazzi, annodati a mano dalle tessitrici o lavorati su antichi telai di legno, sono ormai conosciuti ed amati in tutto il mondo così come gli scialli, rinomati per la sobria eleganza, in seta pura o in morbida lana su cui sono ricamati meravigliosi motivi floreali.
Non è raro, inoltre, vedere le donne nei paesini, sedute sulla soglia di casa, mentre intrecciano splendidi cestini e canestri di giunco colorati o istoriati. Sempre con il giunco vengono fabbricate le “launeddas”, semplici ed antichissimi strumenti musicali formati da tre canne di questo materiale che gli anziani lavorano per produrre un suono particolare ed inconfondibile.
Per quanto riguarda le ceramiche c’è invece da sbizzarrirsi: vasi, statuine ed oggetti vari sono arricchiti con disegni policromi raffiguranti tradizionali soggetti sardi, come la tosatura, la vendemmia, la tessitura oppure nuraghi, greggi e sagre. La lavorazione è realizzata con stampi, ma la decorazione è del tutto realizzata a mano ed è proprio questo l’elemento che rende pregiate la maggior parte delle ceramiche sarde.

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Bottarga con carciofi

Ingredienti per 4 persone:
40 gr. Di Bottarga di muggine macinata, 70 gr. Di crema di Caciofi, Olio extravergine d'oliva, Peperoncino. Far rosolare per qualche minuto la crema di carciofi con un pochino d'olio e con il peperoncino. Intanto versare la bottarga in una terrina e lavorarla con qualche goccia di olio. Aggiungerla a questo punto alla crema di carciofi e mescolarla aggiungendo qualche altra goccia d'olio e sale quanto basta fino ad ottenere una salsa densa che accompagnerà i vostri piatti.

 

Fregola con cozze e arselle

Ingredienti per 6 persone : 500 gr. di fregola grossa sarda, 500 gr. di arselle o vongole, 200 gr. di cozze, Olio extravergine di oliva, 2 spicchi d'aglio, 600 gr. di pomodori freschi o pelati, Prezzemolo e basilico.
Lavare le cozze e le arselle e metterle da parte con il guscio. Intanto far rosolare l'aglio e il prezzemolo nell'olio extravergine d'oliva AAggiungere le cozze , le arselle e i pomodori . Far cuocere il tutto per qualche minuto. Aggiungere circa un litro d'acqua e una presa di sale e continuare la cottura fino a bollitura. A questo punto aggiungere la fregola e far cuocere per circa dieci minuti mescolando il tutto di tanto in tanto. Servire caldo con un cucchiaio di olio extravergine d'oliva.

Pane Frattau

Ingredienti per 4 persone: 8 fogli di pane carasau, 4 uova, 150 gr. di pecorino grattugiato, 400 gr. di salsa di pomodoro, 1 litro di brodo Dividere il brodo in due tegami. Nel primo immergere per qualche secondo i fogli di pane carasau .Disporli su un piatto da portata a strati alternati con la salsa di pomodoro e il pecorino grattugiato. Per ultimo far cuocere le uova in camicia nel restante brodo e metterle sul pane che verrà servito caldo con un'ultima spolverata di pecorino.

Malloreddus alla campidanese

Ingredienti per 6 persone: 1/2 kg. di malloreddus, 400 gr. di salsiccia suina fresca, Olio extravergine d'oliva, 1 cipolla, 400 gr. di passata di pomodoro, 150 gr. di pecorino grattugiato, Sale.
Tritare finemente la cipolla e farla rosolare insieme alla salsiccia tagliataA a tocchetti nell'olio extravergine d'oliva. Aggiungere la passata di pomodoro e il sale e far cuocere a fuoco lento fino a quando il sugo si sarà un po addensato. Nel frattempo far cuocere i malloreddus in abbondante acqua salata Scolarli al dente condirli con la salsa preparata , con del pecorino grattugiato e servire caldo.

 

Spaghetti alla Bottarga

Ingredienti per 4 persone: 350 gr. di spaghetti, 50 gr. di bottarga macinata, Olio extravergine d'oliva, Aglio, Sale.
Far cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata. Nel frattempo far rosolare l'aglio con qualche cucchiaio di olio extravergine d'oliva. Aggiungere la bottarga macinata e far cuocere a fiamma bassa per qualche minuto. Scolare gli spaghetti al dente e unirli al soffritto di aglio e bottarga. Far saltare per qualche secondo e servire caldo.